sabato 7 giugno 2008

La "cessione di sovranità" e il nuovo "soggetto politico unitario" aprono la strada al superamento di Rifondazione

Nel dibattito precongressuale di Rifondazione è emerso il tema del possibile "superamento" o "scioglimento" del partito. La componente che si riconosce in Vendola rifiuta l'accusa di voler sciogliere il PRC. Nonostante le negazioni contenute nel documento congressuale e nelle recenti dichiarazioni del Presidente della Regione Puglia, nel testo sottoposto al dibattito congressuale vi sono diversi passaggi che confermano che proprio quello è l'esito della proposta politica avanzata.

Naturalmente vanno individuati in un testo confuso e prolisso ma ad una lettura attenta questi elementi emergono con grande chiarezza. Provo a metterli in fila.

Cessioni di sovranità. Al punto 4a (pag. 23 del fascicolo con i documenti congressuali, supplemento di Liberazione) si dice: "Dobbiamo sapere avviare libere cessioni di sovranità per determinare orientamenti e decisioni e a partire da qui sperimentare l'unità e la condivisione dei compiti aprendovi gli stessi processi di formazione di nuovi gruppi dirigenti". Cedere la sovranità vuol dire che alcune scelte politiche non saranno più disponibili agli iscritti di Rifondazione Comunista e ai suoi organismi ma passeranno ad altre sedi.

Nuovo soggetto politico. Nell'introduzione della parte 4 (pag. 23) si definisce quale sia l'obbiettivo del processo costituente: "Un nuovo soggetto politico, che sia unitario sul piano politico e plurale su quello delle culture e delle esperienze che lo compongono". Quindi si definisce in questo caso con chiarezza che l'obbiettivo è dar vita ad "un nuovo soggetto politico". Si precisa, e questo va letto con grande attenzione e sottolineato, che la pluralità del soggetto riguarda solo la sfera delle culture e delle esperienze ma non quella della decisione politica.

Non può essere un federazione. A rafforzare questo carattere di soggetto politico unitario si ripete più volte che non può essere una federazione. Sempre nella stessa pagina si scrive perché: "un modello federativo non supera il suo limite di fondo, perché non scioglie la questione della decisione politica e della sua rideterminazione in una pratica che non la mantenga più, per quanto nascostamente, sotto l'assoluta sovranità dei gruppi dirigenti dei singoli soggetti partitici". La frase è contorta ma il senso è chiaro. La "federazione" non va bene perché non consente di sottrarre la decisione politica ai singoli partiti che la compongono. Torna quindi il tema della cessione di sovranità come cardine di tutto il processo.

"Una testa, un voto". In un altro passaggio del documento collocato in un contesto diverso (pag. 18) ma che deve essere letto in connessione con gli altri che ho citato sopra, torna ancora il tema della "decisione politica" la quale deve essere fondata sulla base del principio "una testa, un voto". Difficile contestare la validità del principio in sé, ma è evidente che nel contesto della proposta politica avanzata si confermi la necessità di spostare nel "nuovo soggetto unitario" la sede della scelta politica. Questo presuppone che al nuovo soggetto si aderisca individualmente e non attraverso la partecipazione ai soggetti organizzati che lo costituiscono (altrimenti si tornerebbe alla aborrita "federazione"). Detto semplicemente: un iscritto di Rifondazione potrà contribuire alle scelte del "nuovo soggetto politico" solo aderendovi individualmente. Altrimenti resta iscritto ad un Partito che nel frattempo avrebbe perso sovranità e quindi subirà scelte che verranno assunte al di fuori del partito stesso.

"Soggetto politico unitario", "cessioni di sovranità", "una testa, un voto", sono tre opzioni che, tra loro concatenate, determinano lo svuotamento di fatto del ruolo di Rifondazione Comunista. Non ci sarebbe bisogno di procedere ad alcuno scioglimento formale perché ne resterebbe solo un guscio vuoto.

Al suo posto nascerebbe il "soggetto politico unitario" che sarebbe nei fatti, e comunque lo si voglia travestire, un altro partito. Come diceva una vecchia storiella: se incontro un animale che cammina a quattro zampe come un cane, abbaia come un cane e scodinzola come un cane, è molto probabile che sia proprio un cane.

Franco Ferrari

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